È estate nella campagna inglese. La guerra incalza, ma l’unica preoccupazione della famiglia Tallis, rinserrata nella sua villa di campagna, è come arginare il caldo e la noia, nell’attesa del ritorno di Leon, unico figlio maschio e fratello di Cecilia e Briony, le due sorelle protagoniste di questa storia. C’è chi - Cecilia- inganna il tempo assolvendo a ingrati compiti impartiti dalla madre che prevedono di comporre un sontuoso mazzo di fiori campestri con cui omaggiare l’amico di Leon, anche lui ospite di Villa Tallis e chi - Briony- scrivendo opere teatrali che seguono le vicende drammatiche di giovani donzelle, lungo archi drammatico tesi tra l’idillio romantico, l’abbandono dell’uomo amato, fino alla salvezza, operata magicamente da un nuovo e baldo principe. Le avventure di Arabella, si prefigura, nella mente tredicenne di Briony, come un potenziale capolavoro. La fiducia riposta nelle sue doti artistiche è tale da imbastire vividi sogni di occhi aperti in cui il mondo intero le riconosce il suo talento e la acclama con ammirazione. Tale al punto di ingaggiare i cuginetti e la cugina Lola nella rappresentazione dal vivo dell’opera. L’amore per la scrittura e la sperimentazione di una delle sue forme, come la scrittura drammatica, non sono casuali, non sono passioni transitorie, sono l’eco stessa dell’anima di Briony, gemmano dallo spirito più autentico del suo carattere dove si fondono un precoce quanto lacunoso spirito di osservazione e una naturale tendenza alla drammaticità. Come conseguenza, Briony osserva tutto e tutti. Non si lascia sfuggire niente. Tutto è materia da cui creare, comporre, fare, disfare. Improvvisamente la commedia che ha scritto le sembra quasi scialba al confronto con la realtà e con i fatti di cui sarà testimone.
Mentre prepara la messinscena di Arabella, assiste, dalla finestra del piano superiore, a una scena che ai suoi occhi si carica fortemente di connotati curiosi ma anche ambigui.
Cecilia, la sua amata sorella e Robbie, garzone tuttofare ma anche brillante studente mantenuto a spese dei Tallis, sono davanti alla maestosa fontana del giardino. Tra loro il momento sembra sospeso, come fermo nel tempo, una rispettosa distanza si interpone tra i loro corpi, ma all’improvviso un gesto brusco di Robbie sembra ribaltare la scena. A quel gesto Cecilia sembra quasi costretta ad entrare nella fontana. È il principio dello sconvolgimento, del deragliamento drammatico di una vicenda altrimenti idilliaca.
Cosa sta vedendo davvero Briony? Questa domanda si scompone e si ricompone più volte nella mente del lettore. Cosa vede Briony e cosa vedo io che leggo? Sono la stessa cosa?
Molti metri più in basso di quella finestra, la stessa scena è vissuta da Robbie e Cecilia. Ma non vi è la violenza che sembra aleggiare sulla scena dall’alto. Cecilia armeggia con un vaso di fiori, ingaggia una piccola schermaglia con Robbie per chi debba riempire il vaso nella fontana, si inabissa nell’acqua melmosa e ne riesce fradicia e sottolineata nelle linee più intime. I tritoni della fontana sono gli algidi testimoni della scena. Su tutto sembra aleggiare un aureo alone di incanto. I confini delle cose sembrano quasi vibrare con un lento tremolio. Gli eventi non accadono, si compongono lentamente, come un incessante sgocciolio. Qualcosa è successo tra Robbie e Cecilia, è cambiato qualcosa tra loro, una timida attrazione che li spinge ad attrarsi e a evitarsi, un’attrazione crescente che culmina nella scena della biblioteca. Ma anche stavolta l’occhio indagatore virerà il suo sguardo su di loro, ribaltando la scena e conferendole un altro significato. Quando durante la cena, la cugina Lola scomparirà e verrà ritrovata sdraiata nel bosco, assalita da uno sconosciuto maniaco i cui connotati sono nascosti dal buio, a Briony verrà fornita l’occasione definitiva per decretare che Robbie sia un uomo pericoloso, un uomo da accusare delle cose tremende che sono accadute, che sia finalmente l’ora per compiere un gesto che liberi la sorella Cecilia dalle attenzioni non richieste del ragazzo e vendichi Lola della violenza subita. Non importa che fosse buio e non si vedesse bene, che osservando dalla finestra fosse troppo lontana per comprendere la scena, ogni elemento nuovo che le giunge alla coscienza, non può che essere la prova del suo intuito e della precisione dei suoi sensi.
Nessuno sembra obiettare nulla, nessuno si oppone all’alterazione della verità e da qui le tragiche conseguenze. Robbie viene accusato di aver violentato Lola e spedito al fronte che lo separerà eternamente da Cecilia e sancirà un’irreversibile frattura tra Cecilia e Briony. Quest’ultima dedicherà il resto della sua esistenza a tentare di espiare una colpa di cui ha compreso troppo tardi l’immensa portata. Una colpa inespiabile. L’unico modo che avrà per farlo sarà la scrittura, da sempre il suo mezzo preferito. Solo attraverso la scrittura, potrà tentare di cambiare il corso degli eventi, riscrivere un nuovo destino.
McEwan incarna in Briony il nucleo atroce di una verità sempre troppo sottovalutata, cioè che la realtà è ambigua e questa ambiguità sottende anche necessariamente alla variabilità di interpretazione che le può essere attribuita. Un fatto non è solo un fatto ma una concrezione poliedrica di momenti microscopici che compongono un tutto, un evento di cui si può alternativamente scegliere di vedere l'aspetto puntuale, in una sorta di visione atomistica della realtà, o il quadro complessivo alla luce del quale ogni attimo non ha più senso visto singolarmente, ma acquista significato solo in relazione agli altri. E anche di ogni evento singolo, non può essere fornita una sola versione ma infinite versioni guardate da occhi diversi.
Il romanzo si dischiude come un piccolo congegno letterario, dagli ingranaggi perfetti. La trama si dipana lungo una linea di geniale intuito in cui gli eventi si incastrano perfettamente, sdoppiandosi nei vari punti di vista e la verità sembra quasi fremere sotto la superficie.
Espiazione è un ottimo romanzo sulla colpa e la sua ineluttabilità, sulla dissoluzione delle illusioni infantili, sul contrasto tra la realtà e il nostro percepito e su quanto possano essere drammatiche le conseguenze quando essa viene filtrata da una mente che non ne ha ancora esperito le infinite sfumature di interpretazione, senza mancare di riflettere sulla responsabilità personale e sulla drammaticità della mancanza di comunicazione in un contesto familiare. La trasformazione dell’amore di Cecilia per Briony in odio per l’imperdonabilità del suo crimine, sono l’apice della tensione tragica della storia, indimenticabile e profondamente sconvolgente.
Lo stile di scrittura è notevole e complesso, regge solidamente l’intreccio della trama e si giostra bene tra i cambi di punti di vista.
In sintesi Espiazione è un libro che coniuga magistralmente valore letterario e incanto dell’intrattenimento. È una storia che si divora, anche se con dolore.
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